Da visitare anche la Cattedrale intitolata a Santa Maria Assunta, che presenta forme architettoniche tipiche del periodo normanno. I molti terremoti hanno danneggiato la cattedrale che, prima dei rifacimenti, presentava una facciata con tre porte che immettevano nelle navate interne, sullo stesso stile della Cattedrale di Cosenza. L’interno è strutturato in tre navate terminanti con tre absidi. La navata centrale presenta decorazioni a tempera raffiguranti scene della vita della Madonna e di Cristo, eseguiti negli anni ‘30 dal pittore Emilio Iusi da Rose. Sull’abside centrale, originariamente affrescata con scene dell’Assunzione di Maria, è stato aggiunto, durante l’episcopato di Monsignor Rinaldi (1956 – 1977), un mosaico raffigurante l’Immacolata Concezione.
C’è poi la Chiesetta di Santa Maria di Costantinopoli, detta anche “a Marunnella”, chiamata così perché si riteneva che la primitiva immagine venisse da Costantinopoli.
La Chiesa di San Domenico risale al XV secolo, quando era parte integrante del Convento dei padri Domenicani, fondato nel 1475. Attualmente si possono osservare, nella parte retrostante l’attuale Chiesa, solo alcuni resti dell’antico Convento, che restò attivo fino ai primi anni del 1800, periodo in cui i frati furono costretti dai Francesi ad abbandonare Bisignano. La Chiesa, nel corso dei secoli, ha subito numerosi aggiustamenti strutturali per via dei terremoti che la danneggiarono, alterandone, così, l’originaria struttura. Attualmente, la facciata è in stile romanico-gotico, ospitante quattro logge laterali e una bifora ad arco a sesto acuto. Nel campanile troviamo quattro campane, di cui la più grande risalente al 1839, mentre le altre vennero fuse rispettivamente nel 1906, 1979 e 1983.
Quella che attualmente è detta Chiesa di San Francesco di Paola un tempo era intitolata a Santa Maria di Loreto. La Chiesa e il Convento sorsero nei pressi di un antico oratorio dedicato a Santa Maria di Coraca, di proprietà dei Sanseverino, Principi di Bisignano, fuori del borgo di Piano. L’immagine di Santa Maria di Coraca è posta sopra l’altare di una cappella interna. La data di fondazione della Chiesa è piuttosto controversa. Attualmente presenta al suo interno un impianto barocco, visibile soprattutto nelle lavorazioni a stucco con cui sono decorate le cappelle laterali, il pulpito, la cantoria e altre parti. L’edificio è a navata unica separata dall’area presbiterale a cui si accede attraverso il grande arco trionfale, anch’esso decorato da stucchi e culminante in prossimità della chiave di volta con uno stemma dell’Ordine dei Minimi sorretto da due angeli. Il Presbiterio è dominato da un magnifico altare in marmo degli inizi del secolo Alla base dell’altare in marmo è inserito un bassorilievo raffigurante l’agnello pasquale, adagiato sul libro dei vangeli. Nella nicchia sovrastante l’altare maggiore, un tempo occupata dall’affresco di Santa Maria di Coraca, fu posta la statua lignea di San Francesco. Agli ingressi della Chiesa vi sono due pregevoli putti in pietra a bassorilievo che sostengono le due pile per l’acqua santa e che potrebbero aver fatto parte di qualche sarcofago andato disperso nel terremoto del 1887. Sugli altari laterali decorati a stucco sono collocate alcune pregevoli opere restaurate.
